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    giovedì, maggio 01, 2008

    In equilibrio su una lama

    Alla mia facoltà c'è un professore che sono sicura somiglia tantissimo a David Bowie. I parallelismi non sono pochi: prima di tutto è inglese, in secondo luogo hanno più o meno al stessa età, poi ha i capelli biondi, è altro e slanciato. Quasi quasi mi viene da dargli un pugno in un occhio e farglielo diventare verde. No, dai, sto scherzando. Un giorno però gli chiederò di cantare Ch-ch-ch-changes, turn and face the strain, ch-ch-ch-changes.
    E' arrivato quasi il periodo degli esami e mi ritrovo come al solito a perdere tempo al computer e a far vagare qua e là i miei pensieri invece di riportarli giù, sulla scrivania, magari sul foglio della Textproduktion.
    Felicità raggiunta, si cammina per te sul fil di lama
    postato da: cristinac alle ore 01/05/2008 19:37 | link | commenti (1)
    categorie: poesia, universitĂ , felicitĂ , frustrazione
    domenica, ottobre 14, 2007

    the pursuit of happyness

    Una settimana fa ero angosciata dall'idea di non avere nessun posto dove fare il tirocinio, 150 ore obbligatorie di lavoro "a scopo formativo e di orientamento" (sic).
    Volevo andare a farlo alla libreria $iamofighi. Pensavo, che bella libreria, grande, molto frequentata, ben fornita, non tratta solo libri universitari, andiamo lì. Avevo persino mandato il curriculum, come mi era stato inopportunamente richiesto, e ho quindi atteso per due lunghi giorni pieni di ansia una risposta.

    Grazie, grazie davvero per la disponibilità.
    Mi sono rassegnata ad andare in una libreria che tratta solo testi tecnici. Sempre libri sono, penso.

    Neanche questa libreria mi ha contattato subito. Ti telefoniamo noi, mi avevano assicurato. , aveva commentato Sara, la mia coinquilina: "Come dicono i ragazzi". (ciao Sara!)
    Caddi così in uno stato di frustrazione da cui mi riebbi mercoledì, quando ho ricevuto la fatidica telefonata.

    Mi hanno così mandato a vendere libri di paramedicina a un convegno. Da dietro il mio banchetto scrivevo il titolo e il costo, davo il resto, toglievo i libri dagli scatoli, li disponevo, li rimettevo negli scatoli. Per due giorni.
    Ero l'unica ragazza a vendere libri. Tutti erano vestiti eleganti. Io avevo la felpa.

    Non era esattamente quello che mi aspettavo di fare. Dice, sempre meglio di niente. Ma  mi rodeva non aver aspettato ed essere andata alla $iamofighi, che nel frattempo mi avevano pure telefonato ma io gli avevo detto no, c'ho già il posto da un'altra parte, grazie e arrivederci.

    Ma il lieto fine c'è stato: ho avuto una piccola percentuale, che è bastata a dare un senso alle mie fatiche.
    Forse, ho pensato, non sono tanto inutile, dopotutto.

    E controllando la posta di Flickr venerdì ho trovato pure un'email da un'agenzia pubblicitaria: chiedevano di usare una mia foto di Urbino per il sito della Sanpellegri.no..... quasi non ci credo... speriamo che la usino davvero!
    postato da: cristinac alle ore 14/10/2007 17:42 | link | commenti (2)
    categorie: lecce, universitĂ , felicitĂ , frustrazione, tirocinio